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Pescocostanzo |
Alle
falde della Maiella, situata a 1360 m. d'altitudine, lungo le pendici del
Monte Calvario, troviamo la caratteristica cittadina di Pescocostanzo
(1200 ab. ca.). Le sue origini risalgono alla fine del primo millennio e
la sua storia è tanto importante da essere menzionata persino sulle
bronzee porte dell'abbazia di Montecassino. Dopo un oscuro periodo in cui
il piccolo centro fu conteso tra il Cenobio Volturnese e tale signor Sansone
inizia un lento ma graduale sviluppo favorito dalla fortuna di trovarsi
lungo l'asse commerciale: Napoli- Venafro- Piano delle cinque miglia- Sulmona-
L'Aquila- Perugia- Firenze. Per questa via, Firenze, all'apice del suo splendore,
importava lana, carni da macello, olio, vino, grano (pugliese) ed esportava
prodotti finemente lavorati. Dopo il terremoto del 1456 gli abitanti di
piccoli agglomerati di case totalmente distrutti dal sisma come Asinella,
Carceri, Roccapizzi, avendo perso tutto, si accasano nei più grossi
centri di Roccaraso e Pescocostanzo favorendone l'uteriore sviluppo.
Altro notevole impulso viene dall'arrivo di maestranze lombarde che si stabiliscono
nel circondario chiamate da signorotti locali e ricchi borghesi a costruire
palazzi, chiese e monumenti. Lo sviluppo di Pescocostanzo va avanti lento,
ma costante fino alla fine dell' '800 quando arriva a contare circa 2500
ab., poi lo slancio si esaurisce, le case dei nobili si svuotano e quel
che è più grave si svuotano, per l'emigrazione, anche le case
dei lavoratori che costituiscono il tessuto connettivo di una comunità.
Per Pescocostanzo, nonostante l'arrivo della ferrovia (1897) e i primi vagiti
di un'attività turistica che si manifesta nella vicina Roccaraso,
si apre un periodo di forte involuzione che durerà fino alla fine
della seconda guerra mondiale dalle cui distruzioni, solo in parte, si salverà.
Oggi Pescocostanzo è una fiorente cittadina ricca di monumenti rinascimentali
e barocchi. Infatti il borgo che costituisce l'antico, pittoresco nucleo
conserva case e palazzotti risalenti al XVI , XVII e XVIII secolo e chiese
di più antica data e di notevole importanza artistica e di fede.
I pescolani hanno saputo inserirsi in maniera intelligente e fattiva nel
nuovo sviluppo determinatosi in tutto il comprensorio per merito dell'attività
turistica nata al traino di Roccaraso, ma hanno anche saputo difendere,
con un appropriato piano regolatore del 1960, il caratteristico centro urbano
dalle brutture della cementificazione selvaggia. Hanno infine fatto in modo
che la loro cultura e le loro tradizioni sopravvivessero intatte fino ai
nostri giorni. A tal proposito bisogna dire che è ancora attivo l'artigianato del ferro battuto, della filigrana,
dei merletti a tombolo e non va dimenticato l'allevamento del bestiame con
produzione di salumi e formaggi. Su tutto questo si è innestata,
rigogliosa, una fiorente attività turistica estiva e invernale. Sono
famose le piste per lo sci di fondo che si snodano nel
folto delle ubertose faggete del bosco di S. Antonio. Da
visitare, a parte il caratterisico centro storico di cui abbiamo già
parlato, la chiesa di S. Maria dell'Assunta detta "La Colleggiata"
risalente all'XI secolo ricostruita subito dopo il terremoto del 1456 e
ingrandita ancora e dotata di una nuova facciata nel XVI sec.. Nella navata
centrale si può ammirare un soffitto intagliato decorato dal pittore
Bucci su disegni di C. Sabatini. Altri interessanti reperti da vedere sono
una lignea "Madonna in Trono" e, di Silvestro dell'Aquila, una
splendida "Madonna con Bambino" di terracotta. Di non secondaria
bellezza è infine il cancello in ferro battuto del XVIII sec. che
delimita la cappella del S.S. Sacramento. Altra bellissima chiesa da visitare
è sicuramente quella detta di Gesù e Maria. |
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